Hitler o sulla percezione

Hitler? Che c’entra?

In questo sito tratto del mio lavoro che è uno degli aspetti più importanti della mia vita. Trovo quindi giustificato esprimere anche idee non strettamente legate al lavoro, piuttosto a degli spunti, a delle idee che mi balenano talvolta in testa.
Non c’è neanche bisogno ci sia un principio e una fine. Sono idee che nascono e si sviluppano senza trovarne un fine specifico. Il puro piacere di pensare, giocare con l’immaginazione e la percezione di ciò che diamo scontato conoscere.
Questo è alla base di quanto sto per presentare.
Non c’è un’idea politica piuttosto uno stuzzicare a livello sociale una qualche reazione. Riflettere.

Tempo fa mi ero divertito ad elaborare una delle foto più iconiche del dittatore nazista germanico, Adolf Hitler.
Da un’immagine iconica cosa scaturirebbe il cambiamento di alcuni dettagli? Cosa viene percepito se ci si divertisse a fargli indossare delle maschere, magari di un pacifista rocker come John Lennon?
Non è certo un gioco o una mia invenzione creare questi elaborati, ci sono validi artisti che nell’ultimo secolo hanno fatto scuola e se vogliamo andare indietro nel tempo basti pensare ai caricaturisti all’epoca dell’Ancien Régime.

Il gioco – definiamolo così – è nel riuscire a vedere aspetti di una persona che spesso combaciano con caratteristiche fisiche o di stile rappresentato da ciò che si indossa.
Vedreste mai gli occhialini tondi colorati, oggi sfoggiati dai grandi rocker, come Bono o John Lennon, indossati da Kim Jong Un o magari dal suo antagonista Donald Trump?
Chi, al contrario, oggi riesce ad indossare senza imbarazzo un paio di baffi a ‘spazzolino’, come quelli portati prima da Charlie Chaplin e poi Hitler? Difficile, vero?

Non c’è nessuna intenzione di riabilitare un personaggio negativo della storia in questo, quanto più giocare con la nostra percezione.
Quanto siamo sicuri di percepire il buono o il cattivo di una persona?

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